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AGENDA DEL VESCOVO: dal 7 al 17 settembre 2017 - LA PAROLA DELLA SETTIMANA: a cura di Don Diego Marchioro "il regno dei cieli..." dal Vangelo secondo Matteo 20, 1-16 - LETTERA ALLA FAMIGLIA: La famiglia casa di Dio e luogo della Sua grazia - SINODO DEI GIOVANI: Verso il Sinodo dei Giovani - CRESIME 2017: aggiornamento date scaricabile in formato PDF - CASA BETANIA: aggiornamento dei turni scaricabili in formato PDF - NOTIZIE FLASH: "La difficile riconciliazione nella Chiesa..."...

IL REGNO DEI CIELI...

Dal Vangelo secondo Mt 20, 1-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: "Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò". Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?". Gli risposero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata". Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna". Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi". Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo". Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: "Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?". Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Il Padrone non rimprovera i propri operai per aver mancato a qualche consegna, o per aver male eseguito qualche ordine, ma per aver provato invidia verso i loro compagni. Fa riflettere il fatto che questo ammonimento venga rivolto ai lavoratori del mattino, a quelli che dedicano più tempo nella vigna di questo Signore. Purtroppo tante volte questa parabola prende vita nelle varie realtà della Chiesa: le persone più attive, quelle che partecipano alla maggior parte delle attività delle nostre comunità parrocchiali, quelle che vivono più all’interno dei nostri ambienti ecclesiali…spesso sono anche le persone che con più difficoltà si sintonizzano sulle frequenze di Gesù.

Certamente Gesù non vuole scoraggiare i propri amici ma fargli prendere consapevolezza di una corruzione molto forte, presente fin dall’inizio della vita della Chiesa. Cosa si può fare per combattere tale tentazione? Gesù ci suggerisce di non guardare con desiderio i primi posti! Se ci preoccupassimo maggiormente delle persone che vivono negli ultimi posti, nelle “periferie” - per citare un ambiente caro a Papa Francesco -  avremmo meno tempo per roderci il fegato a desiderare quello che non abbiamo…anzi, riusciremmo ad apprezzare ciò che ci viene donato, e che magari tante persone desidererebbero avere.

Cristiani felici per quanto ricevono quotidianamente dalla Provvidenza di Dio, capaci di condividere le proprie sostanze e di gioire per il bene altrui: così ci vuole Gesù!




XXV Domenica
(Anno A) 

(24/09/2017)
Mt 20, 1-16



Don Diego Marchioro

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