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AGENDA DEL VESCOVO: dal 19 al 30 Aprile - LA PAROLA DELLA SETTIMANA: a cura di Don Diego Marchioro "Chi rimane in me produce molto frutto" dal Vangelo secondo Giovanni 15, 1-8 - CASA BETANIA: Aggiornamento dei turni - CALENDARIO DIOCESANO: Anno Pastorale 2017-2018 - LETTERA ALLA FAMIGLIA: La famiglia casa di Dio e luogo della Sua grazia - SINODO DEI GIOVANI: Verso il Sinodo dei Giovani - NOTIZIE FLASH: "Europa, cosa ti è successo?.. "...

CHI RIMANE IN ME PRODUCE MOLTO FRUTTO...

Dal Vangelo secondo Gv 15, 1-8

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.  Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».


Senza troppi giri di parole Gesù espone ai suoi ascoltatori i requisiti necessari per poter ricevere e gustare la vita di grazia che Lui stesso vuole donare ad ogni uomo. Alcune parole di S. Agostino ci aiutano a comprendere l’importanza di queste richieste di Gesù: “Il Signore ha detto che chi è in Lui produce «molto frutto». E non ha detto: Senza di me potete fare poco ma: «Senza di me voi non potete fare nulla». Sia il poco sia il molto, non si può farlo comunque senza di Lui, poiché senza di Lui non si può fare nulla”. 

Anzitutto Gesù riconosce che senza la sua grazia non riusciamo a realizzare il vero bene per la nostra vita e per la vita dei nostri fratelli. La vita cristiana non è semplice filantropia o volontariato. Chi diventa amico di Gesù acquista la capacità di compiere le sue stesse opere, il suo stesso miracolo dell’Amore.

Gesù ci vuole far comprendere che per portare frutto dobbiamo farci nutrire da Lui, così come i tralci ricevono le sostanze vitali dalla vite. E queste sostanze vitali sappiamo bene quali sono: Parola e Sacramenti. Più ci serviamo di questo nutrimento, e più siamo capaci di portare frutto, di generare il bene; più, al contrario, pensiamo di farci nutrire da altro/altri e più diventiamo incapaci di realizzare il vero bene.

Questo non significa che i “non-discepoli” di Gesù non siano capaci di fare cose buone! Più ci nutriamo di Cristo e siamo uniti al suo pensiero, più realizziamo la vocazione dell’amore, alla quale tutti siamo stati chiamati fin dalla nostra nascita.



V DOMENICA di PASQUA
(Anno B) 

(29/04/2018)
Gv 15, 1-8



Don Diego Marchioro

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