Commento al Vangelo – 11 Gennaio 2026

Mt 3,13-17

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

 

 

 

Il vangelo di questa domenica, ci dovrebbe stimolare al ricordo del nostro battesimo, e soprattutto al significato profondo di questo sacramento. In una meditazione sul primo mistero luminoso del santo rosario, c’è scritto: «Qual è il vero senso del battesimo, se non quello di sforzarci di uscire ogni giorno dagli schemi mondani in cui siamo immersi, e recarci nel silenzioso deserto della conoscenza della Parola di Dio?» (Fra Volantino, in SLC, p.339). Dato che anche Papa Francesco diceva che: «Seguire, accompagnare Cristo, rimanere con lui esige un “uscire”. Uscire da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi che finiscono per chiudere l’orizzonte dell’azione creativa di Dio» (Papa Francesco, Udienza Generale, 27 Marzo 2013).

Suor Stella Maria psgm

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