Gv 20,19-23
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrerò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Facciamo in modo che, invocando lo Spirito Santo – il quale attende di visitare l’anima che lo invoca per colmarla di quei doni ad essa più necessari – non sia impedito perché ci ha trovati incompatibili ad accoglierLo a causa del rancore, della rabbia, dell’invidia o dell’indifferenza che abitano il nostro cuore. Infatti, san Cipriano dice: «Dio non accoglie il sacrificio di chi è in discordia, anzi comanda di ritornare indietro dall’altare e di riconciliarsi prima col fratello. Solo così le nostre preghiere saranno ispirate alla pace e Dio le gradirà». (San Cipriano, in Uff. d. Lett. Ven. XI sett. T.O.). Chiediamo la grazia al Signore che la terra del nostro cuore sia terra buona (Mt 13,8) dove il seme della Parola fruttifichi abbondantemente e dia copiosi frutti di carità, gioia, pace, pazienza, longanimità, bontà, benevolenza, mitezza, fedeltà, modestia, continenza e castità (Gal 5,22-23).
Suor Stella Maria psgm
