Commento al Vangelo – 31 Maggio 2026

Gv 3,16-18

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo si salva per mezzo di lui.  Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

 

 

 

«Il mondo ci aspetta. Sì!, amiamo appassionatamente questo mondo perché Dio ce l’ha insegnato: «Sic Deus dilexit mundum…» – ma Dio ha tanto amato il mondo – e perché è il nostro campo di battaglia – una bellissima guerra di carità –, affinché tutti raggiungiamo la pace che Cristo è venuto a instaurare. Il Signore ha avuto questa finezza d’Amore verso di noi: permetterci di conquistargli la terra. Egli – sempre tanto umile! – ha voluto limitarsi a renderlo possibile… A noi ha concesso la parte più accessibile e piacevole: quella dell’azione e del trionfo. […] Il mondo – «È nostro! – E lo affermi, dopo aver levato lo sguardo e la fronte al cielo, con la sicurezza del contadino che cammina da sovrano in mezzo alle proprie messi: «Regnare Christum volumus!» – vogliamo che Egli regni su questa terra sua! […] La tua vocazione di cristiano ti chiede di stare in Dio e, al tempo stesso, di occuparti delle cose della terra, adoperandole oggettivamente così come sono: per restituirle a Lui». (San José Maria Escrivá, Solco, da n. 290 -91-92-93-94-95).

Suor Stella Maria psgm

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