Messaggio Quaresimale del Vescovo 2026

Quaresima rivolti a Pasqua

Con il Mercoledì delle Ceneri, il 18 febbraio, inizia il cammino quaresimale che ci conduce fino alla Pasqua, domenica 5 aprile. È il tempo più prezioso dell’anno cristiano: un tempo che ci prepara e ci accompagna verso un rinnovato incontro con Gesù Risorto.

La Quaresima è fondamentalmente un itinerario con una meta ben precisa: la Pasqua.
Ed è proprio questa meta che conferisce senso e valore a tutto il cammino quaresimale.
La Quaresima non nasce da noi né dalle nostre iniziative spontanee. Essa ci viene incontro e ci chiede ciò che spesso non faremmo da soli. Tutti, infatti, siamo piuttosto conservatori di noi stessi: ci prendiamo troppo sul serio, pensiamo che siano sempre gli altri a dover cambiare e, talvolta, ci rassegniamo credendo che la nostra vita sia ormai definitivamente compromessa.
La Quaresima, invece, ci aiuta a rientrare in noi stessi: a essere veri, a imparare ad amare, a ritrovare ciò che conta davvero, a non perderci dietro a ciò che è vano, a riscoprire la strada della felicità.

Non di rado siamo tentati di dire: “In fondo, a che serve? Tutto resta uguale! Mi sforzo, mi sacrifico, per ottenere così poco”. Provati dallo scoraggiamento pensiamo che ogni sforzo sia inutile. La fatica del cambiamento ci pesa e le nostre fragilità ritornano. Ma la Quaresima riapre il cammino della fiducia, perché siamo amati e perdonati da un Dio che non smette di attenderci.

Dipende da noi cambiare o restare quelli di prima. Dipende da noi bruciare i difetti oppure conservarli e assecondarli. Non è indifferente cambiare oggi o rimandare a domani: questa è la speranza della Quaresima. Nessuno ci controlla se cambiamo o no, ma molti potranno vedere i frutti. Dio si fida di noi.

In questa Quaresima siamo chiamati ad andare là dove c’è aridità: nel profondo del nostro cuore e nei deserti del mondo. Non fuggiamo dalla sofferenza, anche se ci spaventa e tendiamo a evitarla. Il mondo è segnato dalla violenza, dalle armi, dalla diffusa capacità di uccidere, da aggressioni vigliacche e pericolose.

Cambiamo noi, perché cambi il mondo.

Per farlo, dobbiamo cambiare il nostro cuore, “lavorare” su noi stessi. Siamo fortemente incoraggiati alle opere della penitenza quaresimale e all’impegno in autentiche rinunce.
Queste pratiche, pur poco piacevoli e tutt’altro che allettanti, ci aiutano a elevarci al di sopra dei nostri impulsi e dei nostri interessi limitati, spesso egoistici.

La penitenza non è una pillola che ci libera dalla sofferenza, ma una sorgente di forza e di coraggio per affrontare ciò che è difficile ed esigente.

Anzitutto, prendiamoci ogni giorno un po’ di spazio per leggere il Vangelo e pregare.
Accogliamo poi l’invito a lasciarci riconciliare con Dio: la confessione è il sacramento della misericordia, nel quale possiamo affidarci all’amore gratuito e fedele di un Padre.
Infine, digiuniamo e doniamo in elemosina. Le abitudini fisiche e interiori sono fortissime, spesso più della nostra fragile volontà. Noi che desideriamo essere liberi da tutto e temiamo di dipendere dagli altri, in realtà rischiamo di diventare prigionieri del nostro io, che continuamente nutriamo e al quale pieghiamo ogni cosa. Digiuniamo allora un po’ dal nostro amore per noi stessi, per imparare a volere bene agli altri e per non ridurre il mondo a ciò che semplicemente ci serve.

La Quaresima è quindi un tempo donato per fermarci e rientrare in noi stessi. Quaranta giorni non come un peso, ma come un’opportunità: un tempo per rinnovarci nella fede e riscoprire una vita più libera e più gioiosa; quaranta giorni per riscoprire Cristo, sorgente della vita.

In questo cammino chiediamo al Risorto il coraggio di ripartire, di entrare simbolicamente nel deserto, luogo di silenzio e di verità, dove impariamo nuovamente ad affidarci.
Sostenuti dal suo Spirito, camminiamo verso la Pasqua annuale lasciandoci rinnovare nel cuore.

                                                                                                           +don Corrado, fratello vescovo

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