Commento al Vangelo - "Santa Pasqua"

April 6, 2020

Gv 20,1 - 9

 

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». 
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

 

 

La Pasqua è la festa più importante per i cristiani. È la festa in cui facciamo memoria a quale grande gioia e speranza siamo chiamati, e cioè: alla resurrezione del corpo e dell’anima! Tuttavia, nella nostra quotidianità fatta di difficoltà e di problemi da affrontare, non è sempre facile testimoniare la gioia della risurrezione.

Spesso, siamo un po’ come Maria di Magdala che non vedendo il corpo del Maestro, è presa da sconforto e tristezza. Ma Gesù la rincuora subito chiamandola per nome. Perché Dio non si dimentica di noi!

Dice Benedetto XVI: “preghiamolo affinché chiami ognuno di noi per nome e così ci converta, aprendoci alla "visione" della fede. La fede nasce dall’incontro personale con Cristo risorto, e diventa slancio di coraggio e di libertà che fa gridare al mondo: Gesù è risorto e vive per sempre. E’ questa la missione dei discepoli del Signore di ogni epoca e anche di questo nostro tempo”(Benedetto XVI, Udienza Generale, 19 aprile 2006)

Che il Signore ci dia sempre la grazia di sentire la sua presenza viva nella nostra quotidianità, perché vedendolo e sentendolo vicino, attraverso i segni concreti del suo amore per noi, possiamo ricevere il coraggio di cui abbiamo bisogno per annunciare a tutti che Gesù Cristo è risorto veramente.

Alleliua!

 

 

Suor Stella Maria, pfsgm 

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