Commento al Vangelo - Domenica 31 Maggio 2020

Gv 20,19 - 23


La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».



La Pentecoste è la nascita della Chiesa. Papa Francesco ha detto che in questo giorno «ha avuto origine la storia della santità cristiana, perché lo Spirito Santo è la fonte della santità, che non è privilegio di pochi, ma vocazione di tutti» (Papa Francesco, solennità di Pentecoste, 20 maggio 2018).

Tutti quanti, sentiamoci interpellati dallo Spirito Santo ci richiama al nostro dovere: all’unità, alla comunione, alla missione e all’annuncio del vangelo, perché siamo tutte membra di un unico corpo e tutti siamo responsabili gli uni degli altri.

Sant’Ireneo scriveva: «come la farina non si amalgama in un’unica massa pastosa, né diventa un unico pane senza l’acqua, così neppure noi, moltitudine disunita, potevamo diventare un’unica Chiesa in Cristo Gesù senza l’«Acqua» che scende dal cielo. E come la terra arida se non riceve l’acqua non può dare frutti, così anche noi, semplice e nudo legno secco, non avremmo mai portato frutto di vita senza la «Pioggia» mandata liberamente dall’alto» (Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo).


Suor Stella Maria, pfsgm

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