Commento al Vangelo - 23 Ottobre 2022


Lc 18,9-14


In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:

«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.

Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.

Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».




«Io vi dico: [...] chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». Negli scritti di san Pio da Pietrelcina leggiamo: "Quando vi sentite opressa dalla tentazione, il mezzo per costringere Iddio a venire in nostro aiuto [...] è l’umiltà dello spirito, la contrizione del cuore, la preghiera confidente. A questa dimostrazione è impossibile che Iddio non faccia buon viso, che non ceda, che non si arrenda, che non venga in nostro aiuto". (San Pio di Pietrelcina, "Epistole III", o.c., p. 95). La Sacra Scrittura ci dice che il re Davide, quando fu rimproverato da Dio per mezzo del profeta Natan di aver commesso un grave peccato, ha immediatamente riconosciuto la sua colpa, e pregava Dio di volerlo perdonare dicendo: «Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi [...] quello che è male ai tuoi occhi io l’ho fatto. [...] Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe. Crea in me o Dio un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo» (Sal 50). Davide, non si accontenta di chiedere a Dio il suo perdono, ma lo supplica di ricevere un cuore puro e uno spirito saldo (2Sam 12,1-14), per essere più forte in avvenire e fuggire le prossime occasioni di peccato. Non in questo modo si è comportato invece Saul, che rimproverato da Dio per mezzo del profeta Samuele di non essere stato docile nel compiere il volere del Signore, insisteva con vane spiegazioni per giustificare il suo operato (cfr. 1Sam 1, 1-23). La risposta dei due re davanti alle loro colpe, è uno spunto di riflessione interessante anche per noi. Davide si è umiliato dinanzi a Dio, e il Signore a suo tempo lo ha esaltato. Saul, invece ha giustificato la sua disobbedienza ed è stato umiliato dal Signore. Perciò, anche noi come Davide, riconosciamo subito le nostre colpe e chiediamo a Dio il perdono dei peccati (per mezzo del sacramento della Riconciliazione), chiedendogli un cuore puro e uno spirito forte per avanzare senza timore sul cammino della santità.


Suor Stella Maria, psgm

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