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Commento al Vangelo - Domenica 4 luglio 2021


Mc 6,1-6


In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.

Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.

Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.



«[...] che sapienza è quella che gli è stata data? […] Non è costui il figlio del falegname, il figlio di Maria […]. Ed era per loro motivo di sandalo». Che assurdità, ci verrebbe da pensare! Come è possibile che coloro i quali hanno visto ed ascoltato Gesù di persona, si siano scandalizzati invece di correre da lui e non lasciarlo più? Eppure, quanti cristiani anche oggi, assumono lo stesso atteggiamento degli ascoltatori stupiti del vangelo di oggi? Dice Papa Francesco: «occorre essere aperti alla visita di Dio», perché «il Signore visita ognuno di noi; cerca ognuno di noi e lo incontra […] Occorre “prepararsi”, perché il cristiano è un uomo, una donna, in tensione verso l’incontro con Dio, verso la consolazione che dà questo incontro. E se non è così, è un cristiano chiuso, è un cristiano messo nel magazzino della vita, non sa cosa fare». (cfr Papa Francesco, Meditazione mattutina, Lunedì, 25 settembre 2017).



Suor Stella Maria, pfsgm

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