DI DOMENICA IN DOMENICA - a cura di don Giammaria Canu

Domenica, 26 dicembre 2021.


Misteri del Natale.


Natale con i tuoi! Ci sentiamo tutti ospiti di Dio quando ci fermiamo a gustare ammirati i presepi che arredano uno squarcio significativo della nostra casa. Ospiti reciproci! Il Natale è come uno scambio di ospitalità: da una parte, l’uomo, ogni uomo, e anche l’umanità più disperata accoglie il Dio bambino; e dall’altra, Dio, con i suoi nuovi nomi di Emmanuele (Dio-con-noi), Gesù (Dio-salva), Verbo-fatto-carne e il-bambinello-del-presepe, spalanca le braccia ad ogni brandello di esperienza umana desiderosa di diventare divina. Questa è la vocazione di ogni uomo, di ogni avventura umana: ospitare e lasciarsi ospitare da Dio, nascere e rinascere in continuazione come figlio di Dio, cioè vivere da Dio. Grazie al Natale, io, tu, noi cristiani sappiamo che non siamo venuti alla luce per spegnerci e morire, ma per nascere ogni giorno di più ed essere ogni giorno sempre più vivi. Natale è un tremendo punto di domanda da sfidare ogni giorno: sono vivo più di ieri? In me e attorno a me la vita nasce o si spegne?

Perché prima di tutto, Dio viene al mondo come vita. Come vita che vuole coinvolgere altre vite. Questa è la grande verità del Dio-Amore: travolgerti e trascinarti nella sua vita. Proviamo perciò a dare un significato forte anche a questo Natale. Dai anche tu un’occasione al cuore di affezionarsi a questo Dio che vuole con tutto se stesso che tu viva e viva in pienezza. Il cuore, poi, lo sa che è possibile innamorarsi solo di chi riesce a tirar fuori la bellezza che sei. Ma al cuore è necessario raccontargli la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità. Non è una favola il presepe! Ma è la vera storia terrena di Dio.

E questa storia inizia come tutte le storie umane: un babbo, una mamma e un neonato. Tu che ti aspetti un Dio che intervenga con squilli di tromba a risolvere i problemi, ti trovi davanti un bambino: non solo non ti libera dai problemi, ma chiede che sia Tu a prenderti cura di Lui e dei suoi problemi, come tutti i bambini! Prendersi cura di Dio è uno dei doni del Natale. Abbi cura cioè che neanche un frammento di Dio possa andare perduto. Cerca Dio in ogni nascondiglio, ogni ferita e ogni occasione. Lui ha tanto da donare, infinitamente più di quanto tu possa fare per Lui. Mi viene in mente l’apologo del pastore che non ha niente da donare e si avvicina da Maria aprendo le sue mani sporche di terra, unte di grasso di pecora e piene di tagli… e Maria che con immensa dolcezza prende Gesù Bambino e lo mette nelle mani del pastore. Tu che non hai niente da donare, una cosa sicuramente la sai fare: accogliere un dono. Dio è un regalo da accogliere.

Questa è poi la storia di una famiglia che non trova nient’altro che una mangiatoia (praesaepium in latino) a Betlemme (dall’ebraico: “casa del pane”). E Maria tutta presa a tranquillizzare Giuseppe e a convincerlo che anche il parto sarà come Dio vuole, tanto “nulla è impossibile a Dio”. Dio nasce in una mangiatoia: e questa è da subito la sintesi della vita di Dio, quella vissuta per essere pasto, nutrimento, pane di casa, eucaristia per tutti. E Maria che sembra dire da quella mangiatoia: «prendete e mangiatene tutti, questo è il mio figlio ma è donato dal Padre per voi». Mi viene da pensare che allora la domenica non è solo la Pasqua della settimana, ma anche il Natale della settimana, il giorno della mangiatoia, del Dio del presepe.

Ancora, sulla storia di Dio del presepe. Il Dio bambino che si mette nelle mani degli uomini e attorno a lui subito si moltiplicano e contagiano sorrisi, canti e gesti d’amore e tenerezza: una campagna di insulti contro ogni forma di male, un colpo basso al demonio, uno schiaffo alla morsa della morte, della solitudine, della disperazione. È l’inizio del duello tra vita e morte e la prima grande vittoria della vita, una profezia della Pasqua e un eterno sigillo sul “nulla è impossibile con Dio”.

Un bel Natale ha tutta la fragranza di un pane appena sfornato. Il pranzo è servito e la compagnia, quella dei nostri presepi, è proprio di grande festa. Auguri.




don Giammaria Canu


Chagall, Il concerto (1957).

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