Lettera del Vescovo per la Quaresima

La mia rinascita in Cristo.


La Quaresima è un tempo di 40 giorni che ci prepara alla Pasqua. Sono diversi i termini che ricorrono nella liturgia di questo tempo: conversione, penitenza, digiuno, riconciliazione, perdono. Ma il termine che li raccoglie tutti ed esprime il senso di tutti è “libertà”.

La Quaresima di quest’anno porta con sé oltre la pandemia, il dramma della guerra in Europa. Perciò questo messaggio vuole raggiungervi come invito a una conversione urgente e importante in questa fase della storia contemporanea.

La Quaresima ci viene incontro con gli «strumenti» che le sono caratteristici: l’invito a un profondo rinnovamento interiore, la consapevolezza dei nostri peccati che nasce dalla rinnovata esperienza della misericordia di Dio, uno stile di sobrietà lieta, l’impegno della carità fattiva…

Fin dal primo giorno della Quaresima, con il richiamo alla conversione che ci viene dato nel segno delle ceneri sparse sul nostro capo, il Signore Gesù ci consegna la preghiera, il digiuno e le opere di carità come «attrezzi» particolarmente adatti a vivere questo tempo.

La Quaresima è il momento favorevole per rivedere dal profondo la nostra vita, la nostra anima. Domandarci se cerchiamo seriamente quello che ci dà gioia, quello che fa crescere e rende presente la pienezza, la gioia, la capacità di portare il peso della vita, la sofferenza, le sconfitte.

In un noto slogan pubblicitario la giovane protagonista ad un certo punto si ferma ed esclama più o meno così: “corri, corri, fuggi fuggi e ora non ci vedo più dalla fame!”. La fame le scoppia dentro e la rende letteralmente “cieca”. Schermo buio. Credo valga anche per la nostra vita odierna la battuta della pubblicità prima ricordata.

L’impressione che ci accompagna, quando ci capita di prendere più impegni di quelli che sarebbe opportuno o possibile, è quella di non avere mai tempo e dell’essere sempre in ritardo. Il nostro essere sempre di corsa ci rende poi anche parecchio nervosi, insoddisfatti, tesi, pronti alla battuta feroce, chiusi e impenetrabili agli altri e alle loro richieste.

Non c’è, in verità, solo una fame del corpo da soddisfare, vi è pure una fame dell’anima di cui dobbiamo divenire coscienti. Una fame da soddisfare.

Ecco dunque che la Quaresima, esperienza di libertà, è un forte invito a convertire il cuore dalla malvagità e dalle cose vane e ad orientare le nostre energie verso la vittoria di Gesù risorto.

La Quaresima è per questo uno spazio liturgico intenso e particolarmente segnato dalla preghiera e dall’ascolto della Parola.

Il cammino della Quaresima, che ci accingiamo a intraprendere, afflitti dalle difficoltà del tempo presente, ravvivi in noi il mistero del Crocifisso che è la rivelazione più grande dell’amore di Dio per noi. Karl Rahner, teologo gesuita, ripeteva: “Per sapere chi sia Dio devo inginocchiarmi ai piedi della croce”. La memoria della passione del Redentore riaccenda le ragioni della speranza. “Riconciliamoci con la speranza”, diceva don Tonino Bello, “arriva la Pasqua: frantumi il nostro peccato, frantumi le nostre disperazioni. Ci faccia vedere le tristezze, le malattie, la nostra confusione, il nostro fallimento, il nostro smacco, il nostro buco (perché potrebbe sembrare che abbiamo bucato nella vita), ci faccia vedere perfino la morte dal versante giusto, dal versante della risurrezione, che è il versante della speranza. La Quaresima non è soltanto la fontana della carità. Non è solo l’acquedotto della speranza, ma è anche la sorgente della fede”.

Benedico tutti di cuore

+don Corrado



Messaggio Quaresima 2022
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