Messaggio Natalizio del Vescovo



Natale.


Anche quest’anno si avvicina Natale. L’anno scorso l’abbiamo vissuto ognuno a casa propria. Non per il classico “Natale con i tuoi” ma perché la pandemia ci impediva di uscire. Quest’anno con molte attenzioni abbiamo la possibilità di incontrarci. Voglio sperare di cuore che il Natale non si riduca alla voglia di “tornare a vivere come prima”, per molti questa non è una bella prospettiva. Auguro di incontrare il Natale per il Natale. L’unico a cui appartiene: Gesù figlio di Maria di Nazareth.

La notte della nascita del Figlio di Dio è una notte piena di luce. Una luce che è stata annunciata da Isaia: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse”. Una luce di cui ci parla il Vangelo: “C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge e la gloria del Signore li avvolse di luce”. La stessa luce che si presenta ora a noi: Dio illumina per noi questo Natale 2021.

La luce di Natale non è una luce abbagliante, che ferisce gli occhi, ma una luce che penetra con dolcezza nei cuori e vi infonde la gioia.

Perché la luce di Natale reca a noi la gioia? Ci rispondono il profeta Isaia, l’angelo della notte santa, San Paolo in un passaggio di una sua lettera. Ce lo dice il profeta: “Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio”; e la conferma arriva dall’angelo: “Oggi, nella città di Davide, è nato per noi un Salvatore, che è Cristo Signore”. San Paolo si esprime in modo diverso, che ci aiuta ad approfondire il mistero del Natale: “E’ apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini”. Cioè l’amore gratuito di Dio si è rivelato con la nascita di Gesù, e questo amore reca a noi la luce e la gioia.

Noi abbiamo tanto bisogno di trovare la luce nella nostra vita; senza luce, siamo nelle tenebre e nell’ombra della morte, incapaci di camminare nella via della pace, cioè del bene e della felicità.

Il nostro mondo duro, violento, sconvolto da tanti crimini e da tanti egoismi. La cosa normale sarebbe che Dio si rivelasse ad esso come un giudice severo, che venisse ad infliggere castighi meritati. Invece, Egli manifesta amore mandando il suo Figlio, che si presenta a noi con la debolezza e la dolcezza di un bambino. Siamo amati così come siamo. Noi spontaneamente pensiamo che dobbiamo diventare prima buoni, per poter poi essere amati da Dio. Invece è il contrario: noi abbiamo bisogno prima di essere amati da Dio, per poter essere buoni. Il nostro modo spontaneo di pensare ci mette in una strada senza uscita e ci scoraggia; l’amore gratuito di Dio, invece, ci riempie di luce e di gioia, ci dà il coraggio di andare avanti. Camminiamo in questa luce del Natale. Dio ci ama.

Un ultimo incoraggiamento lo esprimo nell’invitare ad onorare il Natale con il presepe nelle nostre case. Il presepe ci aiuta attraverso lo sguardo quasi a sentire e a toccare questo evento e perciò facilita la nostra comprensione del mistero del Natale.

Il Papa ho sottolineato spesso che il presepio è come “Vangelo vivo”, invitando in questo modo a rendere visibile un avvenimento essenziale per la vita umana: “Fare il presepe è celebrare la vicinanza di Dio, è riscoprire che Dio è reale, concreto, vivo e palpitante. Dio non è un signore lontano o un giudice distaccato, ma è Amore umile, disceso fino a noi. Il Bambino del presepio ci trasmette la sua tenerezza”.

Questo messaggio natalizio l’accompagno con l’augurio che anche nella vostra vita il miracolo di Natale si rinnovi… santo, bello e pieno di vita.


+don Corrado vescovo




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