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Messaggio Quaresimale del Vescovo


Per una Quaresima Pasquale.


Caro fratello, cara sorella.

L’anno liturgico è la più bella catechesi che la Chiesa fa a sé stessa e a quanti vogliono accostarsi al mistero di Cristo. Con il tradizionale rito dell’imposizione delle ceneri ci incamminiamo sui passi di un nuovo tempo di grazia: la Quaresima.

Un invito, questo messaggio, come ho scritto nel titolo per una Quaresima Pasquale. Una Quaresima Pasquale come esercizio spirituale per essere liberi nelle mani di Dio.

La Quaresima, per essere Pasquale, (orientata a capire il senso della Pasqua di Cristo) ha un’unica rappresentazione che si può ben riassumere come “esperienza di combattimento”.

Siamo dentro un combattimento che ognuno con verità può sperimentare e che già un poeta latino percepiva così: “conosco e approvo le cose migliori, di fatto seguo le peggiori”.

I tempi che viviamo, purtroppo, ci allontanano da Dio e ci guidano verso comportamenti capaci solo di egoismo, cosicché l’uomo si vede sempre più schiacciato dalle tenebre.

L’uomo di oggi ha perso il senso del peccato: idee e costumi, oggi, distolgono totalmente l’uomo da Dio, lo concentrano nel culto del fare e del produrre e lo travolgono nell’ebbrezza del consumo e del piacere, senza preoccupazione per il pericolo di “perdere la propria anima”.

Ma la soluzione per tanti mali c’è: è Cristo crocifisso e risorto, che in questo tempo di grazia vuole condurci nel deserto, nel silenzio, per farci sentire i palpiti del suo Cuore, che scoppia di amore per ciascuno di noi!

Forse il problema più grande è che non riusciamo a ritrovare il “silenzio” attorno a noi: siamo troppo presi dal materiale, dal chiasso, dal rumore di una vita arida! Diceva San Giovanni Paolo II: siamo un “popolo biblicamente denutrito, spiritualmente anemico”!

Siamo un popolo biblicamente denutrito! È rischioso quando la Parola non ci tocca e i nostri cuori sono chiusi, perché risulta tanto scomoda. Preferiamo sempre l’espressione: “A me non interessa!”. Noi non conosciamo la Misericordia di Dio perché ignoriamo la sua Parola, da cui la stessa Misericordia sgorga! Pensiamo che la Misericordia di Dio sia un sentimento, un’emozione qualsiasi… La Quaresima accogliamola e viviamola come occasione per riscoprire il valore inestimabile della Parola di Dio: nutriamocene per saziare la nostra fame, riconosciamoci “peccatori” per averla trascurata e ignorata e identifichiamo in essa il Pane di cui ogni giorno dobbiamo nutrirci (cfr. Mt 4,4).

Siamo un popolo spiritualmente anemico! Il mondo materiale ci affascina, ci lusinga, ci attrae, ma ci rende superficiali in quanto è incapace di procurarci la Gioia vera, che sgorga dal Cristo risorto. Dal mondo materiale ci vengono forniti due insegnamenti, esattamente opposti a quanto il messaggio dei Vangeli ci vuole trasmettere: accontentarsi e rassegnarsi! Il mondo materiale ci concede soltanto delle emozioni che, nel tempo, vanno scemando fino a scomparire; ci permette di vedere dei bagliori, ma non «la Luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9). Riconosciamo la nostra piccolezza, la nostra anemia spirituale e lasciamoci guarire da Cristo, buon samaritano, con l’olio della consolazione ed il vino della speranza.

In conclusione, è giunto il momento di cambiare mentalità, è inderogabile per la Quaresima Pasquale entrare in una accoglienza, in una meditazione più assidua della Parola di Dio, bisogna farsi rinnovare dalla Misericordia di Dio (passino su di noi il sangue e l’acqua del costato di Cristo). È necessario che il Corpo e il Sangue di Cristo nutrino la nostra anima, è necessario spezzare il nostro pane a vantaggio di chi ha la tavola vuota.

Buona Quaresima di gioia pasquale!



+don Corrado,vescovo




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