Mt 18,15-20
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
A proposito della correzione fraterna, san José M. Escrivà, ci regala degli spunti interessanti su cui meditare quando ci troviamo nei panni di chi deve correggere, o nei panni di chi viene corretto. Dice: «Sarai buono solo se saprai vedere le cose buone e le virtù degli altri. Pertanto, se devi correggere, fallo con carità, nel momento opportuno, senza umiliare e con la disposizione di imparare e di migliorare tu stesso in ciò che correggi». (Poi, ricorda): «La correzione fraterna, quando devi farla, deve essere piena di delicatezza – di carità! – nella forma e nella sostanza, poiché in quel momento sei strumento di Dio. (E ancora): «La pratica della correzione fraterna – che ha radici evangeliche – è una prova di affetto soprannaturale e di fiducia. Ringrazia quando la ricevi e non tralasciare di praticarla con chi vive con te». (San Josè Maria Escrivà, Opere, https://escriva.org/it/ ).
Suor Stella Maria psgm
