ARDARA
PARROCCHIA DI SAN FRANCESCO
 
Al centro dell’Ancona i grandi e maestosi quadri della Nascita della Madonna in alto e la Dormitio Virginis appena sotto. A sinistra, dall’alto in basso, l’Annunciazione, il Natale, l’Adorazione dei Magi quasi a significare Dio che scende fra gli uomini; a destra in senso ascensionale  la Risurrezione, l’Ascensione e la Pentecoste, quasi a significare l’azione di Dio che eleva l’uomo alla vita divina. Nel polvarolo di sinistra, dal basso in alto, si scalano: Davide, Mosè, Daniele, Amos, Gioele, Giovanni Battista e Malachia e nel polvarolo di destra, dal basso in alto, Salomone, Abramo, Zaccaria, Geremia, Isaia, Antonio di Padova e Baruc.  «Simile disposizione di immagini e di figure del Vecchio e del Nuovo Testamento rispondono ad un'esigenza teologica, come la glorificazione di Santa Maria del Regno, titolare della chiesa, oggi parrocchiale e un tempo cappella giudicale. Si coglie infatti l'esaltazione della vita della Madonna dal momento della nascita a quello della morte, integrata nel mistero di Cristo. Dall'Antico Testamento sono ripresi i patriarchi e i profeti del popolo di Israele i quali, con le profezie messianiche, preannunciarono la vita di Gesù e della Madre. Nel retablo la natura divina di Cristo è sottolineata sia dall'apparire vivo nel sarcofago, sia dalla sua resurrezione; non viene ripreso quindi alcun riferimento doloroso come quello della crocifissione, tanto abituale nei polittici del tempo, ma soltanto gioioso ». 
Al centro del Retablo la statua della “MADONNA DEL REGNO” «Opera lignea della fine del 400, alta quasi due metri, collocata in una nicchia tempestata di stelle e sormontata da un baldacchino eseguito a traforo ed intaglio, posta al centro di una grande ancona, tipico esempio di arte gotica rinascimentale.  La Madonna tiene sul braccio sinistro il Bambin Gesù, mentre con la mano destra impugna lo scettro, quale simbolo di comando e di potere. Il simulacro ha sul capo la corona regale sormontata da una stupenda aureola a raggiera, quasi ad imitare un prezioso gioiello di arte bizantina. È da rilevare che l’aureola e lo scettro rappresentano due elementi decorativi che per la prima volta compaiono nell'arte sacra della Sardegna.Il simulacro è dorato e monocromo, avvolto in un flessuoso manto, l'insieme emana un particolare fascino, quasi di austera regina orientale ».IL RETABLO MINORE.
Nella visita alla chiesa di Ardara lo studioso Enrico Costa   presta al RETABLO MINORE altrettanta cura descrittiva quanto quella dedicata al Retablo Maggiore e, pur non essendo un esperto d’arte ma un osservatore attento, sensibile e colto, afferma che la Chiesa di Ardara vanta un altarino degno di attenzione. Afferma che la pittura di questo altare, se non dello stesso pennello del Muru, è certamente di qualche suo discepolo. Fonti di ispirazione possono trovarsi preferibilmente nel Maestro di Ozieri e nei Cavaro.Anche se con un’arte di minore rilievo, è pregevole l’intento di continuare le tematiche di quello Maggiore completandolo con la narrazione della Passione di Cristo. È messa in evidenza, al centro, la Madonna che allatta il Bambino. Lo sguardo amorevole e materno di Maria sembra nascondere al piccolo Gesù la scena della passione che lo attende. 
AFFRESCHI: GLI APOSTOLI E I DOTTORI DELLA CHIESA A differenza dagli altri affreschi alloggiati nelle navate laterali e risalenti al Quattrocento-Cinquecento (in restauro) quelli sulle colonne risalgono al Seicento. Sono una rarità perché difficilmente le colonne sono affrescate. Si tratta di 16 affreschi raffiguranti i dodici Apostoli e quattro Padri della Chiesa. Partendo dall’area presbiterale a sinistra raffigurano S. Pietro, S. Andrea, S. Giacomo Minore, S. Filippo, S. Bartolomeo , S. Giacomo Maggiore, S. Gregorio Magno, S. Ambrogio; poi a destra S. Paolo, S. Matteo, S. Giovanni, S. Tommaso, S. Simone, S. Giuda Taddeo, S. Agostino e S. Girolamo. Danno alla navate centrale un aspetto orientale. L’autore ha certamente preso ispirazione dai Santi Pietro e Paolo raffigurati nel Retablo Maggiore e la loro collocazione riafferma un grande valore teologico e il senso dell’Assemblea che contiene in se stessa i santi e lo stesso Cristo. LO STENDARDO PROCESSIONALE È un’opera di grande valore che risale agli inizi del secolo XII. Da un lato è dipinta la Madonna col Bambino (Maria come ogni credente può mostrare e donare il Salvatore), dall’altro lato è dipinto il velo della Veronica col Volto di Cristo a significare che chi aiuta il sofferente riporta in sé l’immagine del Cristo.
Ardara (SS)

Abitanti 782
Parrocchia N.S. del Regno
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Parroco: don Paolo Apeddu (dal 2016)