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LA DOMENICA SULLE SPALLE DEI GIGANTI - a cura di don Giammaria Canu

Domenica, 28 Maggio 2023.


Inizia il terzo tempo.


Dall’Ascensione alla Pentecoste. Dopo il Primo Testamento, dopo la storia del Gesù terreno, inizia il terzo tempo della Salvezza con la Chiesa protagonista e lo Spirito che la muove. Finché si parla di Gesù, noi Occidentali siamo sufficientemente ferrati, ma se si tratta di parlare di Spirito Santo serve fare un umile passo indietro e lasciar spazio agli Orientali. Prendo in prestito uno dei teologi ortodossi al quale sono personalmente legato, ma è giusto un assaggio di “pneumatologia” (teologia dello Spirito Santo) che profuma di un amore enorme per la terza Persona della Trinità, «la seconda mano del Padre» (Ireneo) per il quale «gli esseri umani ricevono vigore e sostegno nel loro esistere ed agire in ordine al fine naturale per il quale furono creati» (Basilio). Il teologo in questione si chiama Vladimir Lossky, operante a Parigi negli anni ‘30-’50 del XX secolo e autore di una Teologia mistica della Chiesa d’Oriente, dove scrive dello Spirito come fautore di una “nuova economia divina”, cioè di un nuovo modo di operare da parte di Dio sul mondo dopo l’economia divina di Gesù:

«L’incarnazione del Verbo è un mistero più grande, più profondo di quello della creazione del mondo; l’opera di Cristo si realizza tuttavia in relazione con il contingente, come azione divina compiuta in conseguenza del peccato di Adamo. Conseguenza pre-esistente, volontà divina della salvezza antecedente alla volontà umana della caduta, questo “mistero nascosto da tutti i secoli in Dio” che si rivela nella storia come mistero della Croce di Cristo, non è, propriamente parlando, occasionale, nella misura in cui la libertà umana era implicita nella idea della creazione. Questa libertà non ha perciò potuto infrangere l’universo concepito da Dio: essa si trova ad essere inclusa in un altro piano esistenziale più vasto, aperto dalla croce e dalla risurrezione. Una nuova realtà entra nel mondo, un corpo più perfetto del mondo, cioè la Chiesa fondata sulla duplice economia divina: l’opera di Cristo e l’opera dello Spirito Santo, le due persone della Trinità inviate nel mondo. Le due opere stanno alla base della Chiesa, ambedue necessarie perché possiamo ottenere l’unione con Dio. Se il Cristo “è il Capo della Chiesa che è il suo corpo”, lo Spirito Santo è “Colui che riempie ogni cosa in tutto”. Le due definizioni che san Paolo dà della Chiesa (Ef 1,23) indicano così in essa due poli diversi, che corrispondono a due persone divine. La Chiesa è corpo in quanto Cristo è il suo Capo; essa è pienezza, in quanto lo Spirito Santo la anima, la riempie di divinità, perché la divinità abita in essa corporalmente […]. Si può dire in un certo senso che l’opera di Cristo preparava quella dello Spirito Santo. La Pentecoste appare dunque come lo scopo, il fine ultimo dell’economia divina sulla terra».

Si riconoscono nel testo i caratteri essenziali dello Spirito Santo: la libertà umana non sarà mai capace di distruggere il progetto di Dio perché lo Spirito anima la Chiesa guidandola a proseguire l’opera della creazione nel terzo tempo della salvezza; lo Spirito Santo riempie le voragini che l’uomo crea nella sua vita; lo Spirito è l’anima della Chiesa, cioè ciò che la rende viva, sempre nuova e con sempre nuove missioni; lo Spirito è la garanzia che non c’è nulla nella nostra vita che non possa essere “divinizzato”, compreso il peccato che può innescare una sovrabbondanza di benedizione.

In ogni caso anche l’Occidente ha prodotto belle pagine sullo Spirito Santo. Ora, a 150 anni dalla sua morte saliamo sulle spalle del gigante Manzoni che sul finir della vita rivede la sua storia e le sue avventure di fede dal punto di vista di Dio e in particolare dal punto di vista di Dio Spirito Santo. È l’ultimo degli Inni sacri e racconta proprio la storia della Chiesa che vive la Pentecoste perenne, tra attesa e incontro, dubbio e speranza, fatica e Provvidenza, peccato e grazia, capace per dono di brillare nonostante le macchie, di parlare con efficacia nonostante la voce mite, di colorare nonostante il buio dei cuori, di annunciare nonostante sia un messaggio che suona strano al mondo:


Quando su te lo Spirito

Rinnovator discese,

E l’inconsunta fiaccola

Nella tua destra accese;

Quando, segnal de’ popoli,

Ti collocò sul monte,

E ne’ tuoi labbri il fonte

Della parola aprì.


Come la luce rapida

Piove di cosa in cosa,

E i color vari suscita

Dovunque si riposa;

Tal risonò moltiplice

La voce dello Spiro:

L’Arabo, il Parto, il Siro

In suo sermon l’udì.


don Giammaria Canu


O. Supereco, Pentecoste ed evangelisti (2010, Cupola del Duomo di Noto ricostruita dopo il crollo del 1996). È efficace la postura degli apostoli e della Madonna quasi ad acchiappare il più possibile di quella luce e danzando ciascuno al proprio ritmo «come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi» (At 2,4)

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