"Messaggio Pasquale del Vescovo"

 

La Risurrezione del Signore è la nostra speranza.

 

 

 

Carissimi, è questa l’espressione con cui S. Agostino incoraggiava il suo popolo. Quello del vescovo di Ippona è un invito, che oggi diventa augurio per tutti noi, per affermare che sicura e incrollabile è la speranza, perdurando le misure restrittive per contenere il contagio da Covid-19.

 

La risurrezione di Gesù ci offre il diritto di sperare anche contro ogni evidenza contraria, perché la risurrezione di Gesù ci libera dalla paura. La paura è l’esperienza che viviamo nell'imminenza di un male che non possiamo evitare; la speranza è la certezza di un bene futuro ma raggiungibile. E pertanto la Pasqua del Signore Gesù giunge all'interno della nostra inquieta e contraddittoria condizione umana e tocca il mistero interiore del nostro cuore, dove speranza e paura si scontrano in ogni momento. Cristo risorto è Colui che è penetrato, in un modo unico ed irripetibile, nel mistero della nostra umanità ed è entrato nel nostro cuore per liberarlo dalla paura e ricolmarlo di speranza.

 

Una Pasqua unica e speciale quella che siamo chiamati a vivere quest’anno, in una modalità inedita, ci voleva un minuscolo virus con aspetto simile a una corona al microscopio elettronico per scrivere una nuova pagina di storia del mondo. 

 

Il coronavirus ci ha reso coscienti che siamo tutti sulla stessa barca e il mondo non sarà più lo stesso, sarà la volta buona in cui troveremo la volontà e la forza di costruite un mondo nuovo.

 

La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità… Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri ‘ego’ sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli” (Papa Francesco).

 

La prospettiva di un domani che deve essere diverso dal passato oggi si impone con forza. E’ bene fin d’ora chiederci verso quale direzione orientare il cambiamento?

Papa Francesco ha esortato a volgere lo sguardo verso il Padre che ci ama sempre e soprattutto verso la croce. "Il Signore - ha spiegato il Papa - ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta, che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza".

 

Cambieranno necessariamente i comportamenti individuali, il nostro modo di vivere, di pensare al lavoro, alla famiglia, alla politica, all’economia. 

Abbiamo la possibilità di tornare all’essenziale, proviamo a chiederci che cosa mi manca di più?

Scopriamo quanto tempo trascorriamo inutilmente invece di impiegarlo per la crescita personale, l’arricchimento interiore, culturale e spirituale.

 

Serve promuovere uno sguardo di insieme che non lasci fuori nessuna prospettiva veramente importante dell’unica vita che abbiamo. 

 

L’enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI, scritta nel 2009 al tempo di un’altra crisi, affermava che “La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità” (n. 21).

 

Carissimi, con questi e altri sentimenti ci apprestiamo a vivere il momento più significativo dell’anno liturgico, venti secoli fa è avvenuto qualcosa di importante, che ci riguarda da vicino. 

E’ Pasqua! La Chiesa, ripentendo l’acclamazione gioiosa dei primi discepoli, proclama: “Cristo è veramente risorto”. Il sepolcro non contiene più nulla, se non la memoria di un assente che è ora presente nella forma della vittoria della vita sulla morte.

 

La Vita ha vinto la morte. La risurrezione non è passata, la risurrezione ci ha raggiunti ed afferrati. Ad essa, cioè al Signore risorto, ci aggrappiamo e sappiamo che Lui ci tiene saldamente e ci ispira le occasioni per migliorare le cose rispetto al passato.

 

A Lui, Re vittorioso, a Lui crocifisso e risorto, noi gridiamo con gioia il nostro Alleluia! 

In questo orizzonte di luce e di speranza, auguro a tutti una santa e buona Pasqua!     

 

                                                                                                            + don Corrado, vescovo